Web Engi­nee­ring e Web Desi­gn: non sono la stes­sa cosa.

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Il ter­mi­ne web desi­gn, oggi mol­to usa­to e altret­tan­to infla­zio­na­to, ha pro­dot­to negli anni un gros­so equi­vo­co: quel­lo per cui si ritie­ne comu­ne­men­te che la rea­liz­za­zio­ne di un sito web si ridu­ca sostan­zial­men­te alla rea­liz­za­zio­ne gra­fi­ca. Ma non è così.

Rea­liz­za­re la gra­fi­ca di un sito web, infat­ti, non è cosa dif­fi­ci­le. Richie­de sostan­zial­men­te qual­che atti­tu­di­ne arti­sti­ca ed una buo­na capa­ci­tà di inter­pre­ta­re le richie­ste del clien­te, mor­ta lì.

Quel­lo che richie­de inve­ce una pro­fes­sio­na­li­tà mol­to più este­sa è il cosid­det­to “Web Engineering”.

Un buon sito infat­ti ha nel­l’im­ma­gi­ne este­ti­ca (gene­ra­ta dal­l’im­po­sta­zio­ne gra­fi­ca) solo una pic­co­la par­te del­la sua sostan­za. Quel­lo che con­ta vera­men­te, oltre ai con­te­nu­ti, è tut­to il bac­kend teco­no­lo­gi­co che sostie­ne le pagi­ne che ven­go­no visualizzate.

E’ la stes­sa dif­fe­ren­za che c’è tra un archi­tet­to e un geo­me­tra. Così come il geo­me­tra è l’e­se­cu­to­re tec­ni­co del­l’ar­chi­tet­to, la rea­liz­za­zio­ne gra­fi­ca di un sito non è che il risul­ta­to fina­le, l’e­se­cu­zio­ne tec­ni­ca di un pro­get­to che deve tene­re pre­sen­te pro­fes­sio­na­li­tà e fat­to­ri non alla por­ta­ta di tutti.

Ad esem­pio, una cosa da mol­ti sot­to­va­lu­ta­ta è la scel­ta del pro­vi­der quan­do, per que­stio­ni esclu­si­va­men­te eco­no­mi­che, si sce­glie una piat­ta­for­ma di hosting solo in base al prez­zo (bas­so) sen­za tene­re con­to del­le con­se­guen­ze che que­sto implica.

Un sito web, quan­do va in linea, deve esse­re il risul­ta­to di un pro­get­to pre­ci­so, con un suo ciclo di vita, una sua fina­li­tà, i suoi meto­di e le sue moti­va­zio­ni. Que­sto vale per qua­lun­que tipo di sito, dal più sem­pli­ce, maga­ri sta­ti­co e di poche pagi­ne, al più com­ples­so, ad esem­pio nel caso di siti dal­la for­te con­no­ta­zio­ne dina­mi­ca o stret­ta­men­te cor­re­la­ti con data­ba­se azien­da­li o altre risor­se, qua­li piat­ta­for­me di sup­por­to clien­ti o di help desk.

Come tut­ti i pro­get­ti, quin­di, deve esse­re gesti­to. Occor­re qual­cu­no che coor­di­ni i lavo­ri, qual­cu­no che ana­liz­zi le cose da un pun­to di vista tec­ni­co, qual­cu­no che lo fac­cia dal pun­to di vista arti­sti­co e da quel­lo lin­gui­sti­co e semantico.

Infi­ne occor­re qual­cu­no che imple­men­ti le scel­te tec­ni­che ope­ra­te e che rea­liz­zi poi fisi­ca­men­te il risul­ta­to finale.

Mol­te azien­de o impre­se dico­no di fare Web Desi­gn, ma non san­no nep­pu­re da che par­te ini­zia­re a rac­co­glie­re le spe­ci­fi­che del clien­te, fase estre­ma­men­te impor­tan­te di un pro­get­to web, che con­di­zio­na total­men­te tut­to quel­lo che acca­de da lì in poi.

Oppu­re, cosa anco­ra più fre­quen­te, ten­do­no a rea­liz­za­re tut­ti i loro pro­dot­ti con la stes­sa meto­do­lo­gia, il che non ha mol­to sen­so, dato che non tut­ti i clien­ti han­no la stes­sa esigenza.

Esi­sto­no scel­te stra­te­gi­che e di part­ner­ship che pos­so­no defi­ni­re alcu­ni stan­dard ope­ra­ti­vi azien­da­li di base, ma da lì in poi, tuto deve esse­re sem­pre “rita­glia­to” addos­so al pro­get­to in essere.

Ad esem­pio si può pun­ta­re tut­to ver­so l’u­ti­liz­zo di PHP come lin­guag­gio di base di pro­gram­ma­zio­ne, ma biso­gna esse­re pron­ti ad uti­liz­zar­ne altri quan­do le con­di­zio­ni lo richiedono.

Un sito sta­ti­co o una lan­ding page non richie­do­no cer­ta­men­te par­ti­co­la­ri strut­tu­re tec­no­lo­gi­che, men­tre richie­do­no una gran­de atten­zio­ne alla seman­ti­ca ed alla sin­tas­si, per otti­miz­za­re i con­te­nu­ti ver­so i moto­ri di ricerca.

Nel caso del­la rea­liz­za­zio­ne di un sito e‑commerce, al con­tra­rio, occor­re­rà pon­de­ra­re atten­ta­men­te la scel­ta del CMS, ed assi­ste­re il clien­te fina­le, in fase di pro­get­ta­zio­ne, nel­la deter­mi­na­zio­ne del­le infra­strut­tu­re tecniche.

Web Engi­nee­ring quin­di impli­ca l’a­na­li­si e la padro­nan­za di diver­si fat­to­ri: dal­la cono­scen­za del­le pro­ble­ma­ti­che lega­te al pro­vi­ding a quel­le lega­te ai CMS, dal­la capa­ci­tà di sce­glie­re il cor­ret­to lin­guag­gio (o i lin­guag­gi) neces­sa­ri all’im­ple­men­ta­zio­ne tec­no­lo­gi­ca alla pro­fon­da cono­scen­za del­la lin­gua ita­lia­na, alla cono­scen­za del mer­ca­to, a quel­la del­le rego­le seman­ti­che dei moto­ri di ricer­ca, a quel­la del­le futu­re ten­den­ze tec­no­lo­gi­che e com­mer­cia­li di que­sto par­ti­co­la­re “pez­zo di mon­do” in con­ti­nua evoluzione.

Per non par­la­re del­le varie meto­do­lo­gie di rac­col­ta del­le spe­ci­fi­che e di gestio­ne di pro­get­ti, sem­pli­ci o com­ples­si, da cui spes­so dipen­de il suc­ces­so o meno di un sito web.


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