Nuova etica per la leadership

La risultanza di un modello economico e di business ormai superato è, riteniamo, sotto gli occhi di tutti. L’attuale crisi non investe tuttavia unicamente il settore economico, anzi.

L’intero settore aziendale si trova a fare i conti con una leadership che si trova improvvisamente di fronte ad una scelta drastica: cambiare oppure andare a fondo, trascinando con se’ l’intera azienda.

In particolar modo il panorama aziendale italiano è emblematico di questo aspetto, per la fine granularizzazione del tessuto imprenditoriale, tradizionalmente ricco di grandi capacità direttive e commerciali ma, per contro, spesso frenato dall’attaccamento di quadri e dirigenti legati a metodologie ed etiche obsolete.

La logica dell’avidità non può più pagare come ha fatto finora, allo stesso modo in cui la spregiudicatezza e la mancanza di solidi valori etici non possono più essere considerati come assets accettabili.

L’assunto di base di un’azienda dovrebbe essere quello di produrre ricchezza non solo economica e non solo per la proprietà, ma lavoro e plusvalore per l’intero tessuto sociale ad essa collegato.

In questi tempi di difficile congiuntura economica, politica e sociale, le aziende devono comprendere che i vecchi modelli etici non sono più congruenti con il mercato ne in alcun modo utilizzabili.

Non rendersi conto di questa realtà, che traspare sempre più dalle notizie di ogni giorno, significa perdere il contatto con il tessuto stesso in cui l’azienda deve muoversi e, di conseguenza, il contatto con la clientela.

Proporre prodotti e servizi a costi sempre più elevati per mantenere costante il margine sempre più eroso sia dalla pressione fiscale che dalla flessione del fatturato è una logica non più attuabile.

Così come il vecchio sistema di contrarre le spese tagliando per prima cosa gli investimenti anziche i costi veramente inutili è un autentico suicidio imprenditoriale.

Ma questi sono sistemi usati da sempre dall’imprenditoria italiana (e non solo), per cui la desiderata svolta manageriale sembra essere lontana.

In realtà il momento non è mai stato così propizio per liberarsi dal peso di vecchie quanto obsolete visioni e promuovere soluzioni aziendali e collaborative più adatte ai tempi attuali.

Il cambiamento non può che venire, come per tutti i cambiamenti del resto, dall’individuo. Quell’individuo che vecchie logiche imprenditoriali sfuggono come la peste ma che in realtà è il mattone fondamentale su cui costruire la propria azienda.

Ecco allora che ogni individuo detiene in se il potere (e di conseguenza la responsabilità) di essere artefice del proprio cambiamento.

Un cambiamento che non può che investire tutti coloro che sono collegati in prima linea di separazione con quell’individuo, come ha ampiamente dimostrato lo straordinario successo dei vari social network, autentiche trappole per la privacy ma, al contempo, lampanti dimostrazioni di quella interconnessione che, presente in ogni tessuto sociale, inizia ad essere sempre più visibile.

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